GDPR, il piano delle ispezioni del Garante Privacy nel 2019

Torniamo a parlare di protezione dei dati personali e GDPR con la notizia che, dando seguito alla deliberazione del 14 febbraio, il Garante privacy ha definito il piano delle ispezioni d’ufficio previste per il primo semestre del 2019. È questo il momento per riconsiderare ed eventualmente rivalutare l’efficacia delle soluzioni adottate e verificare il rispetto del principio di accountability (l’assunzione di responsabilità di una corretta gestione dei dati personali attraverso l’adozione di misure e strumenti adeguati) previsto dal Regolamento europeo.

Nel piano delle ispezioni del primo semestre del 2019 l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha definito priorità, principi e criteri alla base dell’attività ispettiva. Questa prevede accertamenti sul posto, nei luoghi in cui si effettuano i trattamenti di dati o rilevazioni utili al medesimo scopo, effettuati dal personale dell’Ufficio del Garante o delegati alla Guardia di Finanza. Ne saranno interessati soggetti non necessariamente individuati sulla base di reclami o segnalazioni, facendo riferimento a profili di interesse generale per categorie di interessati nell’ambito di molteplici trattamenti.

In particolare, le ispezioni in programma riguarderanno:

  • il trattamento di dati personali effettuati da aziende, per attività di marketing e con particolare riferimento ad attività di profilazione degli interessati che aderiscono a carte di fidelizzazione;
  • Istituti bancari, con particolare riferimento ai flussi di dati che alimentano l’anagrafe dei conti;
  • Enti pubblici, con particolare riferimento a banche dati di notevoli dimensioni;
  • Istat;
  • Il trattamento di dati personali per il rilascio delle Identità Digitali SPID.

I controlli in programma verteranno poi sui presupposti di liceità del trattamento e sulle condizioni per il consenso qualora il trattamento sia basato su tale presupposto, sul rispetto dell’obbligo dell’informativa, sulla durata della conservazione dei dati.

 

Fonte:Futuro Digitale

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