Il business del futuro? La gestione del rischio informatico
«La vera guerra è quella digitale, fatta di attacchi informatici. Per questo noi cambiamo pelle». È questo il business plan 4.0 di Filippo Basile, 37 anni, entrato in azienda a 18 anni e oggi amministratore delegato di Ivri, da oltre 100 anni uno dei nomi forti della vigilanza italiana. Proprietà della famiglia Basile, Ivri è parte della galassia Biks, la cassaforte di famiglia, guidata da Rosario Basile, padre di Filippo e Luciano, che raggruppa anche i marchi Ksm, Sicurtransport, Argo per un giro d’affari del gruppo che quest’anno dovrebbe toccare 350 milioni di euro. Gestita ormai dalla quinta generazione, Biks si sposta sempre di più verso la cyber sicurezza. «Ogni anno le aziende subiscono migliaia di attacchi da hacker e pirati informatici in genere. Per questo il gruppo Biks ha deciso si muoversi verso il passaggio generazionale di business da attività tradizionali alla cyber sicurezza». Nel cambiamento è ricompreso anche un ulteriore salto dimensionale, grazie alla fusione in fieri con la All System di Vincenzo Serrani. Fondata nel 1988 per costruire impianti di sicurezza, ha allargato l’attività anche alla vigilanza ed è diventata leader in Piemonte, chiudendo il 2017 con quasi 100 milioni di euro di ricavi netti e un ebitda a 11 milioni di euro. «Abbiamo firmato un preliminare per la fusione. Adesso stiamo aspettando che la burocrazia faccia il suo percorso. Pensiamo di chiudere entro fine anno», ha spiegato Basile. Poche parole ma utili a capire che, un volta in porto, la fusione tra Ivri e SV srl, che fa capo a Serrani, darà vita a un colosso nazionale nel settore security da oltre 400 milioni di fatturato aggregato e quasi 10 mila dipendenti. Intanto Filippo, ceo di Ivri insieme al fratello Luciano, che è anche responsabile operativo di Sicurtransport, prepara la nuova Biks 4.0. «Abbiamo appena concluso un accordo tra Ivri, Biks, Ksm e B&B Tech che ha comportato un agreement con un gigante da un miliardo di euro come Darktrace, centro operativo anglo-americano specializzato in cyber defense. Domanda: In che cosa consiste l’accordo? Risposta: Venderemo applicazioni B&B Tech, azienda di cui sono amministratore unico, per la sicurezza dati delle aziende che si apprestano ad affrontare le sfide future. In base alle nuove normative Gdpr, il regolamento generale sulla protezione dei dati emanato nel 2016 dall’Ue, tutti i dati personali devono essere messi in sicurezza. Noi ci occuperemo del nuovo business con il nostro nuovo centro sok di Catania, un centro operativo dove convergono tutte le informazioni e gli alert dei vari clienti collegati, destinato esclusivamente all’hi-tech. D. Dove sono dislocati i centri? R. Ne apriremo un altro a Milano, che entrerà in funzione a inizio 2019. D. Con quale obiettivo? R. Cambiare il core business, che si sposta di più verso la risk intelligence, ossia l’analisi del rischio, verso l’applicazione di sistemi hi-tech di monitoraggio fisico e digitale. D. In concreto quali sono le vostre nuove funzioni? R. Verificare il funzionamento della struttura IT del cliente, controllare il normale comportamento delle attrezzature, evidenziando eventuali inefficienze in modo da prevenire o contrastare attacchi di hacker e, infine, tramite le applicazioni di Darktrace, mettere in sicurezza il cliente in modo che non venga attaccato da terzi che si insinuano nelle strutture hi-tech dell’azienda. D. Avete già clienti che richiedono questo tipo di attività? R. Abbiamo chiuso, e altri sono in trattative, una serie di contratti con banche, grande distribuzione e primari studi legali in Italia. D. Altre novità? R. Stiamo studiando con gli ingegneri di Src, Strategic risk consulting, che abbiamo acquisito a inizio 2018, soluzioni che possano garantire la sicurezza delle reti informatiche e la digitalizzazione dei processi tecnologici delle aziende. Src, di cui sono azionista di maggioranza, ha sede a Rho, in provincia di Milano, e si occupa di assessment, analisi forense digitale, servizi e gestione dei rischi operativi, It, strategici, competitivi, di mercato e reputazionali. D. A chi vi rivolgete? R. Abbiamo già clienti come Carrefour e Fai, la Federazione autotrasportatori italiana, la più grande associazione imprenditoriale del trasporto merci su strada per conto terzi in Italia. Ma vogliamo crescere ancora. D. In che modo? R. Abbiamo firmato un accordo per acquisire un’altra azienda, e lavoriamo su altre acquisizioni, stando sempre bene attenti alle proposte che offre il mercato.
Fonte: Milano Finanza
