L’UE NON MOLLA, SI LAVORA AL REGOLAMENTO E-PRIVACY

Se il 2018 verrà probabilmente ricordato come l’anno del GDPR, quello in arrivo potrebbe, invece, essere l’anno del Regolamento e-Privacy.

Il Regolamento e-Privacy – la cui bozza è stata presentata dalla Commissione europea nel gennaio 2017, e attualmente al vaglio del Parlamento, in attesa di una probabile approvazione prevista per il 2019 – pare essere stato strutturato in modo perfettamente complementare al GDPR, e stabilisce norme specifiche per la tutela dei dati trattati ai fini della fornitura e della fruizione di servizi di comunicazione elettronica. Mentre il GDPR mira in generale ad assicurare la protezione dei dati personali, l’obiettivo del Regolamento e-Privacy è, invece, assicurare la riservatezza e la sicurezza delle comunicazioni elettroniche nonché l’integrità delle informazioni contenute nei dispositivi elettronici utilizzati per comunicare (quali smartphone, tablet, ecc.), che contengano o meno dati personali.

La revisione della Direttiva e-Privacy (l’ultima risale al 2009) si è resa necessaria al fine di accrescere la fiducia dei consumatori nei servizi digitali nonché́ per mettere la normativa del settore in questione al passo con gli sviluppi tecnologici. Ecco allora una panoramica sulle principali novità proposte, che potrebbero essere presto introdotte dal Regolamento e-Privacy:

Ambito di applicazione

Una delle principali novità riguarda l’estensione del campo di applicazione della direttiva ai cosiddetti fornitori di servizi over-the-top, o OTT (fornitori di servizi di comunicazione basati sull’uso della rete Internet come i servizi di instant messaging come Whatsapp), che verrebbero così equiparati, da un punto di vista regolamentare, agli operatori tradizionali.

Sanzioni

Al fine di garantire complementarietà e coerenza tra il suddetto Testo e il GDPR, è stato proposto di allineare le sanzioni amministrative previste dal Regolamento e-Privacy a quelle disposte dal 679, ovvero sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato.

Cookie

Per rimediare al problema dei cookie banner, il Regolamento propone, inoltre, di “imporre” ai browser di consentire agli utenti di gestire il proprio consenso ai cookie di terze parti attraverso le impostazioni del browser stesso.

Confidenzialità delle comunicazioni da macchina a macchina

L’ultima proposta di cui si deve dar conto è stata avanzata per far fronte al fenomeno dell’Internet of Things o IoT: un numero sempre più crescente di oggetti e di dispositivi di uso comune comunicano oggi tra di loro attraverso delle reti di comunicazione elettronica. L’adozione del Regolamento implicherebbe, dunque, che il trasferimento dei dati avvenga solo con il consenso dell’utente e non in modo automatico come avviene oggi.

 

 

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