AGCOM, ANTITRUST E GARANTE DELLA PRIVACY: LE TRE AUTHORITY UNITE CONTRO I RISCHI DEI BIG DATA
Lo scorso 8 giugno, in occasione del Convegno “Big Data. Connessione e Pluralismo 2.0”, sono stati presentati i risultati preliminari dell’indagine conoscitiva condotta da Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e Garante per la Protezione dei Dati Personali. Lo studio fornisce un quadro completo dell’utilizzo che le piattaforme online fanno dei nostri dati personali, con l’obiettivo di individuare le criticità connesse all’uso dei cosiddetti “Big Data”, la massa di informazioni strutturate che fa di ogni individuo un prodotto.
In particolare, l’analisi empirica, avviata un anno fa e realizzata in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, ha indagato sul prezzo implicito dei dati “scambiati” nell’ecosistema digitale e sulle modalità mediante le quali le aziende sfrutterebbero il “nuovo petrolio”, l’enorme e preziosissima mole di informazioni – di proprietà degli utenti – che costella la rete, e l’impatto che le nuove dinamiche che caratterizzano l’epoca dei dati profilati avrà sui mercati.
Sono tre le parti che compongono la prima delle due fasi dell’indagine:
- La prima parte definisce il fenomeno Big Data, ne mette in evidenza le principali caratteristiche e analizza i meccanismi che li hanno resi uno dei fattori economici più decisivi per le imprese. Il singolo dato ha infatti un valore economico quasi nullo, che viene però accresciuto attraverso un processo di trasformazione e riutilizzo.
- La seconda è incentrata, invece, sull’individuo come fonte di dati. In particolare, si indaga sui rischi sociali derivanti da un uso sempre più pervasivo delle tecniche di profilazione: attraverso un’analisi econometrica su circa un milione di app, è emerso che all’aumentare delle autorizzazioni per il trattamento dei dati richieste dalle aziende digitali agli utenti, si registra un aumento delle probabilità che l’app sia gratuita. Il dato interessante è che nella maggior parte dei casi gli utenti cedono i propri dati senza una reale valutazione delle conseguenze che questo scambio può generare.
- Infine, la terza parte dell’Interim Report Agcom è dedicata alle piattaforme digitali e in particolar modo ai social network, diventati ormai “parte integrante della dieta informatica quotidiana degli utenti”. Un’ampia fetta di big data è, infatti, costituita dai dati che tali piattaforme raccolgono attraverso tutte le informazioni – scelte politiche, sanitarie, sessuali etc. – che ogni utente rilascia durante la navigazione.
Per avere un quadro completo dell’indagine sarà necessario attendere la fine del 2018. Nella seconda fase saranno approfonditi diversi altri temi, tra cui il ruolo della portabilità per ridurre gli switching costs e assicurare la contendibilità dei mercati; gli effetti dell’utilizzo dei dati per profilare e offrire agli utenti servizi e condizioni commerciali personalizzate; la dimensione qualitativa del confronto concorrenziale in mercati in cui i servizi sono offerti etc.
Fonte: Agcom
