TUTELA PRIVACY: TEMPO SCADUTO, BENVENUTO GDPR
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Da oggi entra in pieno vigore il Regolamento europeo 2016/679. Con i suoi 99 articoli, il Testo si propone di disciplinare la normativa europea degli stati membri, uniformando le modalità di trattamento e di protezione dei dati personali, e di colmare così le lacune createsi con lo sviluppo della digitalizzazione. Nessuno è escluso, dalle piccole imprese ai grandi colossi americani, passando per le Pubbliche Amministrazioni e le ONG. Tutti coloro che possiedono i dati di clienti/consumatori dovranno attenersi ai nuovi obblighi, pena l’applicazione di salatissime sanzioni, amministrative e penali, per i trasgressori.
Tra le principali novità:
Diritto all’Oblio: il cosiddetto “diritto alla cancellazione” che prevede l’obbligo in capo al titolare del trattamento di cancellare i dati in suo possesso quando questi non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o quando l’interessato revoca il consenso.
Privacy by Default e Privacy by Design: principi del tutto nuovi che cambiano radicalmente le modalità di gestione dei dati, introducendo l’obbligo di tutela sin dalla progettazione di un servizio o prodotto, e l’obbligo di stabilire sin da subito quali dati siano effettivamente necessari rispetto alle finalità di trattamento dichiarate.
Dpo – Responsabile della Protezione dei Dati: la “superstar” del Regolamento; interlocutore diretto del Garante Privacy e degli interessati, che ha il compito di valutare e organizzare la gestione del trattamento dei dati.
Sanzioni: In caso di inosservanza degli obblighi del titolare, del responsabile del trattamento, dell’organismo di certificazione e dell’organismo di controllo la sanzione può arrivare fino a 10 milioni di euro o, per le imprese, fino al 2% del fatturato annuo mondiale. In casi di inosservanza dei principi base del trattamento, dei diritti degli interessati, delle disposizioni sul trasferimento dei dati personali in paesi terzi o verso organizzazioni internazionali si può arrivare fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato annuo mondiale dell’esercizio precedente.
Le altissime aspettative che si hanno nei confronti di un Testo dalla portata così rivoluzionaria si mescolano alla preoccupazione per il ritardo registrato dalle aziende, soprattutto le PMI, nell’adeguamento al GDPR che potrebbe comportare già da subito l’applicazione delle pene pecuniarie. Ma non bisogna dimenticare un altro ritardo, che di certo non aiuta le imprese, ovvero quello del Legislatore italiano (ma non solo) che avrebbe dovuto conformare la normativa nazionale a quella europea entro il 21 maggio. “Si faccia presto” è infatti l’appello lanciato dal Garante della privacy Antonello Soro al Parlamento italiano.
Il General Data Protection Regulation è comunque un testo che passerà alla storia per aver finalmente dato legittimo controllo decisionale ai proprietari dei dati
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