DECRETO ADEGUAMENTO PRIVACY: RILASCIATI I CORRETTIVI DELLA COMMISSIONE SPECIALE

Lo scorso 25 maggio è entrato in pieno vigore il Regolamento europeo 679/2016 sulla protezione dei dati personali e, fino a pochi giorni fa, l’Italia, come del resto molti altri paesi europei, attendeva ancora di conoscere le sorti del Codice della Privacy (D.Lgs 196/2003), nonostante i due anni di tempo concessi dal Legislatore comunitario.

La Commissione speciale per gli atti del Governo ha rilasciato – il 20 giugno – parere favorevole allo schema di Decreto Legislativo per l’armonizzazione dell’ordinamento italiano al GDPR, che avrà il compito di colmare i vuoti lasciati dal General Data Protection Regulation e aiutare operatori e imprese a “orientarsi” nel mondo privacy.

Pur confermando il suo impianto generale, il parere contiene diverse proposte di revisione, abrogazione e integrazione. Vediamo alcuni dei principali suggerimenti:

PMI

Per avere un Regolamento a misura PMI, il parere chiede l’adozione di linee guida di indirizzo riguardanti misure di organizzazione e tecniche di attuazione al GDPR e, elemento di notevole importanza, di adeguare le sanzioni previste alla dimensione dell’azienda, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese.

CERTIFICAZIONI

Al fine di evitare sovrapposizioni o conflitti di interesse, le Commissioni hanno ritenuto opportuno chiedere di valutare l’opportunità di definire la distinzione di ruoli tra Ente Nazionale di Accreditamento (ACCREDIA) e l’Autorità di supervisione – Garante della Privacy.

MINORI

Il Parlamento ha chiesto di abbassare a 14 anni l’età minima per esprimere l’assenso autonomo in relazione ai servizi offerti dalle società di informazione. E, al fine di rendere significativo il consenso del minore, è stato inoltre, chiesto che il titolare del trattamento utilizzi un linguaggio particolarmente semplice e comprensibile.

SANZIONI

Per quanto riguarda le sanzioni, il Parlamento ha chiesto al Governo di valutare la possibilità che il Garante, almeno per un periodo non inferiore a 8 mesi, non irroghi sanzioni alle imprese, ma, in base al principio di proporzionalità e di gradualità delle sanzioni, disponga ammonimenti o prescrizioni di adeguamento alla nuova disciplina. Inoltre, sempre in materia di sanzioni amministrative, è stata avanzata la proposta di prevedere un minimo edittale alle sanzioni, anche ai fini dell’accesso ad una eventuale oblazione.

DATI SANITARI

Infine, le Commissioni, in relazione al trattamento di dati biometrici, genetici e relativi alla salute chiede di specificare, mediante, un elenco tassativo, le materie per le quali il Garante può adottare misure di garanzia.

Fonte: Ipsoa

 

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